| gente di mare dal Corriere Gente di mare, un archivio di memorie orali Filmati e foto isolani in mostra a Procida Scatti da collezioni private ma anche Alinari e di artisti come Jodice, da domani a Terra Murata. È un progetto della Federico II STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO NAPOLI - Gente di mare e multimediale. Si chiama «Voci della Campania» il progetto dal quale è nata la mostra «Piccole isole, mondi globali» (Small Islands, Global Worlds) una raccolta di foto e filmati, proveniente da alcune collezioni private (Domenico Coppola, Nunzio Albanelli e Alinari) ma anche foto di Giordano e Jodice, a cura del dipartimento di filologia moderna della Federico II. La mostra, a Palazzo della Cultura di Terra Murata a Procida da domani, 11 ottobre, al 15 novembre, racconta la storia, le tradizioni e lo sviluppo storico della marineria e dei marittimi delle isole di Ischia e Procida e dell’area flegrea. L’esposizione, già presentata negli Istituti Italiani di Cultura di Londra e Edinburgo e diretta dalla professoressa Rosanna Sornicola, include tre filmati sulla «gente di mare» e gli antichi saperi della navigazione, cutoditi dagli abitanti delle isole e della zona flegrea. MEMORIE ORALI - Alla documentazione storica si aggiungono i racconti degli uomini di mare di un’area che nei secoli ha conservato salda la propria vocazione marinara, che sopravvive ancora oggi perché profondamente radicata nell’identità dei suoi abitanti. Un interessante spaccato storico dell’Italia meridionale, delle condizioni economiche, del patrimonio umano e culturale di un territorio complesso e sfaccettato, che mira alla conservazione dell’identità sociale e culturale dei «naviganti» che, dalla Campania, hanno nei secoli infoltito le flotte internazionali. Un’identità divisa tra l’attaccamento alle tradizioni e alla comunità da un lato e, dall’altro, le opportunità lavorative che portano all’emigrazione periodica. Isole che incarnano la contraddizione tipica del nostro tempo «piccolo mondo locale» e «vite globali», come il titolo della mostra appunto ricorda. LA STORIA - L’area flegrea ha un’antica e prestigiosa tradizione marinara: visitata già a partire dal II millennio da naviganti provenienti dall’area egeo-anatolica per il reperimento di risorse minerarie, fu avamposto e base commerciale dei Greci dell’Eretria e della Calcide, e più tardi ospitò i maggiori porti della romanità, Miseno e Puteoli (Pozzuoli). Da varie fonti medievali si possono ricavare indizi che potrebbero lasciar ipotizzare che la tradizione marinara non andò perduta nei secoli successivi alla fine dell’impero romano. A partire dalla seconda metà del Seicento, l’isola di Procida diventò uno dei maggiori centri marittimi del Mezzogiorno: tra Sette- e Ottocento le navi dell’isola solcavano il Mediterraneo e si spingevano anche su rotte transoceaniche. La fondazione dell’Istituto Nautico tra gli ultimi decenni del Settecento e i primi dell’Ottocento conferma questa vocazione marinara, che sopravvive ancora oggi ed è fortemente radicata nel vissuto e nell’identità dell’isola. Equipaggi e capitani di Procida e di altre località del Golfo di Napoli hanno goduto nel Novecento di notevole reputazione e sono ancora oggi richiesti dalle compagnie di navigazione internazionali. Maria Tavernini 10 ottobre 2008 |